Acque Superficiali e Sotterranee:
Classificazione, Analisi e Normative

Significato e Teoria

Acque Superficiali e Sotterranee: Classificazione e Normative

- Definizione di acque superficiali e sotterranee
- Parametri da analizzare
- Classificazione delle acque superficiali e sotterranee
- Glossario delle acque superficiali e sotterranee
- Link Utili
- Normativa di riferimento


Strumenti di analisi

Strumenti per l'analisi delle acque superficiali e sotterranee

- Strumento portatile con 17 parametri
-  Strumenti multiparametro portatile
- Fotometro portatile multiparametro
- Ossimetro portatile con sensore Ottico
- Strumento da banco multiparametro 



ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE SIGNIFICATO 

DEFINIZIONE DI ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE

Le acque superficiali destinate alla potabilizzazione vengono prelevate fa fiumi e laghi e sottoposte a trattamenti sia tipo fisico che chimico dal gestore dell’acquedotto per  renderle così idonee alla normativa vigente (Il riferimento normativo è D.Lgs 152/06 art. 80 e All. 2 della parte III.) L’insieme delle acque superficiali che alimentano i sistemi di potabilizzazione è sottoposta a campionamenti ed  analisi mensili per valutarne la loro idoneità a questo uso e si chiama Monitoraggio Acque Superficiali (MAS).

Le acque sotterranee sono presenti nel sottosuolo e sono in prevalenza costituite da acque meteoriche ed in parte dalla condensazione di vapore acqueo. La velocità di percolazione e la quantità d’acqua che si può accumulare nel sottosuolo dipendono dal grado di permeabilità delle rocce che lo formano.Per la loro natura non sono esposte direttamente alle attività antropiche svolta nei territori di superficie e quindi per questo hanno necessità di trattamenti di potabilizzazione molto limitati e rappresentano una risorsa importante per l’approvvigionamento idrico destinato al consumo umano. L’approvigionamento di acque sotterranee è sottoposto ad un monitoraggio mensile e la rete è definita Monitoraggio Acque Telluriche (MAT).

PARAMETRI DA ANALIZZARE

Per le acque superficiali, la fase conoscitiva ha lo scopo di raccogliere tutte gli elementi biologici e idromorfologici per la definizione dello stato ecologico e per la valutazione della contaminazione da microinquinanti dei sedimenti e del biota, in particolare per quanto riguarda le acque costiere, di transizione e dei laghi.

Per le acque sotterranee è previsto preliminarmente, un inquadramento generale mediante un gruppo ridotto di parametri chimici, fisici e microbiologici, al fine di individuare le aree critiche o quelle naturalmente protette. I punti d'acqua ritenuti significativi verranno monitorati e classificati.

ELENCO DEI PARAMETRI:

  • pH
  • Temperatura (°C)
  • Turbidità (NTU)
  • Conducibilità (µS/cm (20°C))
  • Durezza (mg/L di CaCO3)
  • Azoto totale (N mg/L)
  • Azoto ammoniacale (N mg/L)
  • Azoto nitrico (N mg/L)
  • Ossigeno disciolto (mg/L)
  • COD (O2 mg/L)
  • BOD5 (O2 mg/L)
  • Ortofosfato (P mg/L)
  • Fosforo Totale (P mg/L)
  • Cloruri (Cl− mg/L)
  • Solfati (SO4−− mg/L)
  • Bicarbonati (mg/L)
  • Calcio (mg/L)
  • Cloruri (mg/L)
  • Magnesio (mg/L)
  • Potassio (mg/L)
  • Sodio (mg/L)
  • Solfati (mg/L) come SO4
  • Ione ammonio (mg/L) come NH4
  • Ferro (mg/L)
  • Manganese (mg/L)
  • Nitrati (mg/L) come NO3
  • Salinità (psu)
  • Fosforo Totale (P µg/l)
  • Azoto Nitroso (N µg/l)
 

Riferimenti normativi: 

  • Tabella 3 allegato 5 d.lgs 152/06 (LINK)

APPROFONDIMENTI

 

 

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- Porta USB per trasferire i dati su USB Key
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APPROFONDIMENTI

 

CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE AMBIENTALI: SUPERFICIALI E SOTTERRANEE

Le acque superficiali sono correnti o stagnanti e riconducibili a:
Fiume: corpo idrico che scorre prevalentemente in superficie, ma che può essere parzialmente sotterraneo;
Lago: corpo idrico superficiale interno con acque ferme;
Acqua di transizione: corpo idrico superficiale in prossimità della foce del fiume, che ha una salinità prossima a quella delle acque costiere, ma è sostanzialmente influenzata da flussi di acqua dolce;
Corpo idrico artificiale: un canale o un invaso costruito dall’uomo;
Corpo idrico fortemente modificato: ad esempio un fiume che, a seguito di alterazioni fisiche e morfologiche dovute ad attività umane, ha perso la sua originaria natura.
Il bacino idrografico è quella porzione di territorio dove l’acqua di un torrente o di un fiume oppure di un lago sfocia in mare con una unica foce.


“Le acque sotterranee sono le acque che si trovano al di sotto della superficie del terreno, nella zona di saturazione e in diretto contatto con il suolo e il sottosuolo” .

( D.Lgs. 152/2006 art.74 comma 1 lettera l)

L’acqua presente nel sottosuolo è la risorsa idropotabile maggiormente utilizzata sia dagli enti acquedottistici sia dai singoli cittadini; purtroppo non è una risorsa inesauribile ma una “scorta d’acqua” da proteggere e tutelare come bene prezioso.

Quando le precipitazioni atmosferiche (pioggia, neve) raggiungono il terreno, l’acqua non smette di muoversi. Parte fluisce (“ruscellamento superficiale”) lungo la superficie terrestre fino a confluire nel reticolo idrografico (fiumi, laghi), parte è usata dalle piante, parte evapora e ritorna all’atmosfera, ed infine, parte si infiltra nel sottosuolo (“infiltrazione efficace”).

L'acqua che ricade sul suolo, si infiltra solamente se il materiale che lo costituisce presenta proprietà tali da immagazzinare l'acqua ("porosità") e da lasciarsi attraversare da essa ("permeabilità").

Gli acquiferi, rocce e materiali sciolti in genere composti di ghiaia, sabbia, arenarie o rocce fratturate, sono dotati di porosità efficace (capacità di un materiale a cedere acqua per azione della forza di gravità), e di continuità spaziale tra i pori tale da consentire il passaggio dell'acqua per effetto della gravità ("acqua gravifica") o per gradienti di pressione.

E' uso comune confondere i termini acquifero e falda; un modo semplice per distinguerli è considerare l'acquifero come il contenitore, e la falda come l'acqua in esso contenuta.

Le acque sotterranee si muovono negli acquiferi con velocità inferiore rispetto a quelle superficiali e in funzione della dimensione delle cavità nel suolo (o rocce) e di quanto questi spazi sono interconnessi.

Il "motore" delle acque sotterranee è il gradiente idraulico, che rappresenta la pendenza della superficie freatica (o piezometrica) o la perdita di carico prodotta dalle perdite di energia che l'acqua subisce per fenomeni di attrito con le pareti dei pori intergranulari lungo il percorso nel sottosuolo.

 

GLOSSARIO DELLE ACQUE AMBIENTALI

Fonte: ARPA (LINK)

Acqua lentica: Acqua caratterizzata da assenza di corrente e direzione costante nel tempo, tipica di laghi, stagni, paludi. (Fonte: Portale Eniscuola)

Acqua meteorica: Acqua di origine atmosferica che raggiunge la superficie terrestre sotto forma di pioggia, neve o grandine.

Acque sotterranee: Tutte le acque che si trovano sotto la superficie del suolo nella zona di saturazione e a contatto diretto con il suolo o il sottosuolo. (Fonte: Normativa)

Acquitrino: Zona umida dove il terreno è ricoperto da un basso strato d'acqua dolce o salmastra. L'acqua può rimanere in superficie permanentemente o solo in determinati periodi di tempo. In genere questo specchio d'acqua è ricoperto da un'intensa vegetazione palustre.

Bacino idrografico: Area superficiale, di raccolta delle acque meteoriche che, grazie alla pendenza del terreno, scorrono confluendo tutte verso un solco d’impluvio, dando origine ad un corso d’ acqua. (Fonte: ARPAV)

Campionamento: L’ottenimento di piccole quantità di materiale (solido, liquido o gassoso) a scopo di analisi. 

Depuratore: E' un impianto che riceve acque reflue urbane, le tratta opportunamente e le scarica purificate, al meglio di quanto consentano le migliori tecnologie, e comunque nel rispetto dei limiti parametrici di legge.

Direttiva habitat: Direttiva 92/43/CEE: è uno strumento legislativo mirato alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. L’obiettivo finale della Direttiva è quello di creare una rete Natura 2000 formato da aree ZSC. Tale Direttiva ha creato per la prima volta un quadro di riferimento per la conservazione della natura in tutti gli stati dell’Unione Europea.

Discarica: Area adibita allo smaltimento dei rifiuti mediante operazioni di deposito sul suolo o nel suolo, […] nonché qualsiasi area dove i rifiuti sono sottoposti a deposito per più di un anno. Sono esclusi da tale definizione gli impianti in cui i rifiuti sono scaricati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento, e lo stoccaggio di rifiuti in attesa di recupero o trattamento per un periodo inferiore a tre anni come norma generale, o lo stoccaggio di rifiuti in attesa di smaltimento per un periodo inferiore a un anno. Le discariche sono classificate in:discariche per rifiuti inerti; discariche per rifiuti non pericolosi; discariche per rifiuti pericolosi.

Disinfezione: Processo tramite il quale si riduce la carica microbica all'interno del liquame, generalmente mediante agenti chimici (cloro, cloroderivati, ozono, acido peracetico) e fisici (raggi UV e gamma). (Fonte: ISPRA)

Dissesto idrogeologico: Definito per la prima volta come l'insieme di "quei processi che vanno dalle erosioni contenute e lente alle forme più consistenti della degradazione superficiale e sottosuperficiale dei versanti fino alle forme imponenti e gravi delle frane", in modo più generale e secondo una concezione più moderna del termine esso può essere inteso come "qualsiasi situazione di squilibrio o di equilibrio instabile del suolo, del sottosuolo o di entrambi", ovvero "l'insieme di quei fenomeni connessi al rovinoso defluire delle acque libere in superficie e all'interno del suolo, producendo effetti che possono portare alla perdita di vite umane, ad alterazioni delle attività e delle opere dell'uomo e dell'ambiente fisico". I fenomeni di dissesto idrogeologico sono fenomeni naturali che possono avvenire per cause strutturali (geomorfologiche) oppure per cause occasionali, che determinano in un dato momento l'alterazione degli equilibri esistenti. In termini analitici, il rischio idrogeologico è espresso da una formula che lega pericolosità, vulnerabilità e valore esposto: Rischio = pericolosità x vulnerabilità x valore il rischio.

Ecosistema: E' l’unità funzionale di base in ecologia costituita da un particolare ambiente e dalla comunità di esseri che in esso vivono. In un ecosistema vi sono fattori fisici corrispondenti alle caratteristiche dell’habitat (struttura del suolo, temperatura, illuminazione, etc) e fattori biotici corrispondenti alle caratteristiche della comunità (le specie di appartenenza degli organismi, le catene alimentari, le relazioni di interdipendenza). Si parla, oltre che di ecosistemi naturali, anche di “ecosistemi artificiali”, ovvero quelli prodotti dall’attività umana.

Emissione: L’emissione inquinante è il rilascio in atmosfera delle sostanze inquinanti, di origine antropica o naturale, in forma gassosa o particellare, ed è misurata come massa di inquinante emessa alla fonte per unità di tempo (flusso: g/s, kg/g, t/a). L’emissione deve essere associata al tipo di fonte che la genera, che può essere puntiforme (come un camino industriale), lineare (un tratto stradale) od areale (come il territorio di un comune). In questo secondo caso l’unità di misura dell’emissione deve includere a denominatore anche la dimensione spaziale (ad esempio “tonnellata/annoxcomune”).

Falda: Falda acquea, acquifera, vena d'acqua sotterranea che scorre sopra strati rocciosi impermeabili. Si distingue la falda artesiana, in cui l'acqua filtra attraverso rocce permeabili per la pressione delle rocce impermeabili soprastanti, e la falda freatica, in cui l'acqua filtra attraverso la roccia permeabile ed è raggiungibile con pozzi ordinari. (Fonte: Diz. Hoepli)

Inquinamento naturale: Forma di inquinamento indipendente dall'attività umana e derivante principalmente da: vulcani attivi che immettono nell'aria grosse quantità di polveri, anidride carbonica, ammoniaca, ossidi di azoto e di zolfo; sorgenti termali che esalano acido solfidrico; sorgenti naturali di anidride carbonica (mofete); gas radon che esala dal suolo; trasporto di polvere del deserto su lunghissime distanze a causa di forti venti periodici. (Fonte: ARPAV)

IPPC: Integrated Pollution Prevention and Control: prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento. E' un approccio integrato alle politiche ambientali mirato alla continua ricerca di miglioramento delle prestazioni ambientali di prodotto e dei servizi lungo il loro intero ciclo di vita dall'estrazione delle materie prime alla produzione, distribuzione, uso fino alla gestione dei rifiuti. (Fonte: Portale acquistiverdi.it)

Neritico: Zona di ambiente marino situata entro la platea continentale e comprendente le baie costiere e la piattaforma stessa. (Fonte: Portale Eniscuola)

Neuston: Insieme degli organismi che vivono in prossimità delle superfici acquatiche.

Nutriente: Ogni elemento o sostanza essenziale per gli organismi viventi; per tutte le alghe i nutrienti essenziali sono l'azoto.

Pelagico: Di mare aperto. Riferito normalmente alla regione oceanica nella quale si distinguono, in successione, dalla superficie verso le acque più profonde: - una regione epipelagica, dalla superficie fino a circa 50 metri di profondità; - una regione mesopelagica, tra 50 e 200 metri di profondità; - una regione batipelagica, tra 200 e 2.500 o 3.000 metri di profondità; - una regione abissopelagica, tra 2.500 o 3.000 e 6.000 metri di profondità; - una regione adopelagica, oltre 6.000 metri di profondità.

Piogge acide: Sono un fenomeno molto dannoso per l'ambiente naturale e per i monumenti e dovute alla presenza nell'aria di ossidi di azoto e di zolfo che, quando piove, vengono solubilizzati nelle gocce d'acqua piovana. Il gas NO2 in acqua produce l'acido nitrico mentre il gas SO2 produce l'acido solforoso e il gas SO3 (che deriva dall'ossidazione di SO2) produce l'acido solforico. Tutti questi composti conferiscono all'acqua piovana un'elevata acidità tanto da permettergli di sciogliere le rocce carbonatiche. Il problema delle piogge acide non rimane confinato alle zone più inquinate in quanto i venti trasportano lontano gli ossidi di azoto e di zolfo andando a danneggiare anche grandi superfici di zone selvagge. (Fonte: ARPAV)

Reti di monitoraggio ambientale: Struttura organizzata di misure ripetute nel tempo, effettuate mediante prelievi automatici o manuali, in punti dislocati spazialmente secondo criteri atti a caratterizzare lo stato di una o più matrici ambientali di un’area o di un ecosistema.

Rischio idrologico: Legato al fattore acqua (idro: pioggia e corsi d’acqua) e terra (geo: suolo, roccia, detriti), è determinato dalla probabilità del verificarsi di un evento catastrofico naturale come l’alluvione, la frana e la valanga, dannoso per l’ambiente e per l’uomo. Normalmente l’evento idrogeologico è la conseguenza di un fenomeno climatico (pioggia, neve, ecc.) di eccezionale portata e intensità che in particolari situazioni ambientali provoca dilavamento, trascinamento di roccia e fango con tracimazione di corsi d’acqua dei bacini idrici delle dighe e - al limite estremo - erosione e cedimento degli edifici, dei ponti, delle vie di comunicazione e delle infrastrutture. 

Rischio inondazione: Temporanea ricopertura della superficie del suolo da parte di acqua di qualunque provenienza. Viene valutato sulla base della frequenza e sulla durata media di eventi passati.

Riserve marine: Le riserve naturali marine sono costituite da ambienti marini, dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicienti che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.

Scarico idrico: Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. (Fonte: Normativa)

SINTAI: Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane.

Stato o livello trofico: Lo stato trofico, o livello trofico, di un ambiente acquatico è dato dalla quantità di nutrienti che in esso si trovano e quindi dalla quantità di sostanza organica che esso può produrre. Un ambiente può essere oligotrofico (scarsità di nutrienti e scarsa produttività), mesotrofico (stato intermedio), eutrofico (eccesso di nutrienti ed elevata produttività), distrofico (eccesso di nutrienti ed elevata produttività che causano problemi al sistema). 


 


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